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    Cure for Pain - Morphine (1993)2011-12-13

    Cure For Pain è il secondo album pubblicato dai Morphine, distribuito dalla Rykodisc nel 1993, un anno dopo l’uscita di Good. Il sound dei Morphine è afoso, perfetto alle 3 del mattino quando la festa sta finendo e tu stai cercando di convincere una bionda con i pantaloni di pelle a bere un ultimo whiskey

    Cure for Pain

     

    Artista: Morphine
    Pubblicazione: Settembre 1993
    Durata 37 min : 11 s
    Dischi 1 Tracce 13
    Etichetta: Rykodisc
    Produttore: Paul Q Kolderie, Mark Sandman
    Registrazione: Q Division, Boston; Fort Apache, Cambridge (Massachusetts)


    Cure for Pain non è il primo album dei Morphine ma è quello che me li ha fatti conoscere. Uscito nel 1993, appena un anno dopo l’uscita di Good, album d’esordio della band, è la perfetta introduzione agli ascoltatori non abituati ad una lineup priva di chitarre. Batteria, sassofono e un basso slide a due corde. Questi sono i Morphine, senza dimenticare l’inconfondibile voce baritona di Marc Sandman; una “baritone experience” come spesso li hanno definiti. I testi di Sandman uniti al sound dark, sinistro e distruttivo producono qualcosa che potrebbe essere un torbido misto tra il malumore di Leonard Cohen e l’abilità narrativa di Tom Waits nel descrivere personaggi sfortunati, mosche da bar, un substrato umano pieno di romanticismo (“In spite of me”), di abile liricismo (“All wrong” [“she had a smile that sveve all over the road”]). Si passa dal blues energico e sincopato di "Buena" all'esile melodia della velata "I'm Free Now", dal commovente lamento di "Candy" al sax borbottante e ai battiti da palude di "Head With Wings", dall'ariosa elegia di "Cure For Pain" all'assordante boogie industriale di "Thursday", quasi una canzone dei Pere Ubu suonata dall'Art Ensemble Of Chicago. A parte si collocano i due brevi strumentali che aprono e chiudono il disco, esperimenti appena accennati che difettano di sviluppo e sono, perciò, sostanzialmente incompiuti: "Dawna" è eterea, quasi new age, basata su di un unico assolo di sax e un filo d'organo, mentre "Miles Davis' Funeral" è un tenue ricamo di chitarra acustica, percussioni e slide, che si snoda in una lenta e ipnotica processione notturna. Permeato da un substrato di malinconia da tarda notte e cesellato in bar fumosi, il sound dei Morphine è afoso, perfetto alle 3 del mattino quando la festa sta finendo e tu stai cercando di convincere la bionda con i pantaloni di pelle a bere un ultimo whisky.

    Courtesy of Caterina Bandini


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