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    Cinque capisaldi della storia del rock2011-12-10

    Inizia un lungo viaggio alla scoperta dei dischi che hanno fatto la storia del rock. Incominciamo da Led Zeppelin I dei Led Zeppelin, Electric Ladyland di Jimi Hendrix, Deep Purple in Rock dei Deep Purple, Let There be Rock degli ACDC e Black Sabbath omonimo del gruppo di Birmingham.

     

     Led Zeppelin I

    Led Zeppelin I

     

    Artista: Led Zeppelin
    Pubblicazione 17 gennaio 1969 (USA) / 31 Marzo 1969 (UK)
    Durata 44 min : 46 s
    Dischi 1 Tracce 9
    Etichetta Atlantic Records

    Nell’anno di grazia 1969 Led Zeppelin I cambia le sorti del rock spostandone l’asse verso un nuovo tipo di musica ossessiva e potente. Per la loro eruzione sonica William Borroughs conia il termine heavy metal. In realtà questo parto è un’incendiaria commistione di blues e hard rock in cui il canto a gola rossa di Robert Plant, le inafferrabili dita di Jimmy Page e la ritmica schiacciasassi di John Bonham e John Paul Jones dettano gli stilemi che faranno da ariete per il futuro del rock duro. Gli assoli fulminanti di Communication Breakdown, il sound sinistro di Dazed And Confused e la vena romantica e sofferente nella straordinaria rivisitazione di Babe I’m Gonna Leave You si sommano allo zenith della conclusiva How Many More Times dove il blues si lascia violentare dalla nuova furia del rock. Scolpito indelebilmente nella roccia dura più di 40 anni fa, questo capolavoro assoluto rimane un faro imprescindibile per tutti gli amanti del rock. Impossibile non possederlo nella propria discoteca, naturalmente in versione rimasterizzata
     Electric Ladyland

    Electric Ladyland

     

    Artista Jimi Hendrix (pubblicato a nome The Jimi Hendrix Experience)
    Pubblicazione 25 ottobre 1968
    Durata 75 min : 28 s
    Dischi 2 Tracce 16
    Etichetta MCA Record

    È il 1969 quando esce Electric Ladyland una delle opere più importanti della storia del rock. Il suo ideatore produttore è Jimi Hendrix, re incontrastato della chitarra elettrica. In questa nuova versione remasterizzata direttamente dai nastri originali la sua musica si esprime in ogni brillante dettaglio grazie alle nuove tecnologie di manipolazione digitale. Il dvd in allegato mostra un Hendrix inedito, raccontato e dipinto da tutti i suoi più stretti collaboratori e dal tecnico del suono che 40 anni fa ha reso possibile questo piccolo miracolo. Eddie Kramer infatti seziona ogni singola parte di Electric Ladyland, spiegando il meticoloso lavoro di Jimi su ogni singolo strumento.
     Deep Purple in Rock

    Deep Purple in Rock

     

    Artista Deep Purple
    Pubblicazione 3 giugno 1970
    Durata 41 min : 46 s
    Dischi 1 Tracce 7
    Etichetta Harvest Records (UK) Warner Bros (US)

    Nel 1970 i Deep Purple mutano formazione e pelle: l’arrivo di Ian Gillan e di Roger Glover fornisce a Ritchie Blackmore il supporto necessario per imbarcarsi sul filone hard ‘n’ heavy. Il risultato è In Rock, fatto di una miscela al fulmicotone di distorsione selvaggia, urla a squarciagola e ritmica serrata. La nuova formazione non ha nessuna intenzione di suonare meno pesante di Black Sabbath e Led Zeppelin. L’opener Speed King ha la struttura del Big Bang, parte dal caos degli strumenti confluendo nel calmo organo di John Lord per ripartire sul rifferama killer di Ritchie creando cosi la vita. La famosa Mark II è armata come una corazzata pronta a conquistare il mondo. I nuovi arrivati mettono subito in mostra la loro grazia nell’indimenticabile cavalcata Child In Time, un brano senza tempo su cui la spietata ugola di Gillan tocca vette estreme esplodendo tutta la sua potenza al fianco delle imprendibili dita di Blackmore. Il resto del disco procede su livelli altissimi passando da Flight Of The Rat, con tanto di assolo alle pelli, a Living Wreck in cui John Lord frusta l’Hammond attaccandolo ad un amplificatore per chitarra. In Rock è un pericoloso meteorite infuocato il cui impatto sulla terra genera sette frammenti di puro hard rock inarrivabile.
     Let there be Rock

    Let There Be Rock

     

    Artista AC/DC
    Pubblicazione 21 marzo 1977
    Durata 38 min : 20 s
    Dischi 1 Tracce 8
    Etichetta Albert Productions

    Ad un passo dalla morte di Bon Scott e poco prima del successo planetario di Back In Black gli Ac/Dc trovano la loro dimensione perfetta in Let There Be Rock. Il disco, datato 1977, è un proiettile il cui rivestimento esterno è puro hard rock no compromise, mentre il golden core è totalmente immerso nel blues elettrico più torrido. Questo caposaldo del rock duro vanta brani dalla ritmica danzereccia come Dog Eat Dog, della potenza di fuoco della titletrack e di highlight assoluti come Overdose e Hell Ain’t a Bad Place To Be. Let There Be Rock sfida il punk nell’anno del suo massimo splendore con colpi secchi e decisi, colpendo immediatamente nei punti vitali per mietere vittime. L’ugola graffiante e impasta di Bon, le chitarre scintillanti dei fratelli Young e la batteria rude di Phil imprimono a fuoco un sound che rimarrà il marchio di fabbrica di questa immensa band, considerata da Rick Rubin la più grande band rock del mondo. Let there be rock!
     Black Sabbath

    Black Sabbath

     

    Artista Black Sabbath
    Pubblicazione 13 febbraio 1970
    Durata 42 min : 00 s
    Dischi 1 Tracce 7
    Etichetta: Vertigo (UK) Warner Bros. (USA)

    Mentre nel 1969 i Led Zeppelin incendiavano i palchi di oltreoceano a Birmingham quattro loschi figuri in nero testavano un nuovo suono cupo e terrificante. Tutt’ora considerati la band più influente dell’heavy metal, i Black Sabbath licenziano il loro omonimo lavoro nel 1970 cambiando definitivamente la fisionomia del rock. Il suono pesante e sfigurato dalla distorsione di Tony Iommi, il basso mammuth di Geezer Butler s’imperniano sull’asfissiante sezione ritmica di Bill Ward. L’opener Black Sabbath è quanto di più agghiacciante sentito fino a quel momento: il suono della pioggia e il canto sabbatico di Ozzy creano un’atmosfera satanica a cui nessuno può rimanere indifferente. Il micidiale giro di basso di N.I.B., i residui acidi del blues avvinghiati all’armonica in The Wizard, l’arpeggio ipnotico di Sleeping Village e la lunga suite Warning (Aynsley Dunbar Retaliation) rendono questo disco un ariete con cui sfondare il muro del suono. Un capitolo a parte merita il tetro artwork su cui torreggia un’inquietante figura in nero. Un lavoro affascinante e pericoloso su cui aleggia un’atmosfera sinistra, una volta ascoltato si pianterà come uno scarabeo dentro il vostro cervello senza che possiate più liberarvene.

     

    Courtesy of Giuseppe Hammergod Celano

  • Led Zeppelin - Led Zeppelin I 1969

    Cambiò le sorti del rock spostandone l’asse verso un nuovo tipo di musica
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    ACDC - Let There Be Rock 1977

    Un proiettile il cui rivestimento esterno è puro hard rock no compromise
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